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martedì 13 dicembre 2011

Paul dilemma

Accantonata anche l'ipotesi Clippers, CP3 si trova in mezzo ad una spy story. A questo punto dove andrà? E siamo sicuri che verrà ceduto? Le ipotesi sono tante e tutte verosimili perchè il play di New Orleans è appetito da tutti i grandi e piccoli club ma Stern sembra voler frenare di proposito le trattative per vendere la squadra al più alto prezzo possibile, ora è di proprietà della NBA, e con la partenza del fenomeno con il 3 il prezzo scenderebbe di molto con conseguente perdita per la lega. E' vero anche che il prossimo anno Paul sarà free agent e in questo modo potrebbe andar via gratis e accasarsi dove vuole scatenando quella che verrebbe definita la "Paul war", cosa che andrebbe a monopolizzare il mercato del 2012. Gli ultimi rumors dicono che Paul sarà presente alla prima partita di pre-season ed è possibile che quest'anno giocherà con gli Hornets perchè al momento non si vede chi o quanti possano essere i giocatori che servono per portare a casa CP3. Se la situazione non dovesse sbrogliarsi entro le prossime settimane si potrebbe pensare al mercato di Febbraio anche se non si vede cosa possa cambiare in due mesi e a quel punto sarebbe tutto rimandato alla calda estate del 2012.

domenica 11 dicembre 2011

Brandon Roy has retired

Alla fine è arrivata l'ufficialità, Brandon Roy guardia dei Blazers ha annunciato il ritiro dalla NBA e dal basket in generale a causa delle sue condizioni fisiche. "E' un giorno molto difficile e doloroso. Amo il basket, i Portland Trail Blazers e i nostri tifosi, ma dopo essermi consultato con i dottori ho capito di aver subito un infortunio che pone fine alla mia carriera. La mia famiglia e la salute sono le cose più importanti per me e alla fine questa decisione l'ho presa per loro e per la qualità della mia vita. Ringrazio tutti a Portland, è stata una cavalcata fantastica". 321 gare giocate e 19 ad allacciata di scarpe, Roy ha allietato per 5 anni le platee di tutti i palazzi d'America conquistandosi il soprannome di "The natural" per la fluidità dei suoi movimenti. Meccanica di tiro dalla bellezza imbarazzante e lucidità sotto pressione ne hanno fatto uno dei migliori giocatori della lega in appena 5 anni, facendogli vincere anche il premio di rookie of the year nel 2007 e diventando in breve tempo la superstar di Portland. Con il ritiro di Roy la lega perde un grandissimo giocatore che avrebbe potuto duellare con i più forti per una quindicina di anni ma purtroppo le sue ginocchia hanno ceduto mettendolo nella lista di quei giocatori dal talento cristallino che a causa della loro condizione fisica precaria non hanno potuto, o lo hanno fatto solo in parte, mostrare tutto il loro potenziale. Tra i grandi frenati dagli infortuni  ricordo solo due su tutti, T-Mac e Hill che hanno impressionato pur essendo sempre a mezzo servizio, figuratevi se non avessero avuto problemi fisici.

sabato 10 dicembre 2011

L.A. - Paul, some progress

Sembra che dopo il casino fatto ieri da Stern ci sia la possibilità di riprendere le trattative, modificandole quel tanto che basta per accontentare il capo, per portare Paul ai Lakers. Nella notte le tre squadre impegnate nella trade si sono rimesse al lavoro per trovare una soluzione alla quale il boss della lega non potrebbe dire di no accontentando le società coinvolte ma soprattutto quei giocatori che ormai sanno di non avere più la fiducia dei loro team e che, pur essendo professionisti, si presenterebbero in campo demotivati. La trattativa non sarà semplice ma fonti interne dicono che la volontà di concludere c'è per cui si faranno tutti gli sforzi necessari per completare l'operazione. In California comunque non stanno fermi e con il passaggio di Nenè ai Nets c'è la possibilità di provare a prendere Howard su cui ci sono anche i Mavs, che vorrebbero cedere Chandler, ma la cosa sembra più complicata del previsto per via del malcontento della maggior parte dei proprietari che vuole evitare di far diventare la corsa all'anello una faccenda per poche squadre visto che ormai abbiamo 5-6 team con un trio delle meraviglie e i restanti con un gruppo di giocatori buoni ma che non possono competere con le corazzate in cui giocano tre superstar contemporaneamente. Entro sera si potranno avere notizie più certe sull'affaire Paul ma nel frattempo vi lascio con un pò di trade già concluse. Come detto prima Nenè va in New Jersey che ora deve trovare una sistemazione a Lopez, i Mavs, si vocifera che lasceranno partire Chandler,  hanno preso Vince Carter e sognano Howard mentre Boston ha firmato Bass e West cedendo Big Baby e Jermaine O'Neal. Detroit ha tagliato Hamilton che però non dovrebbe restare disoccupato per molto visto l'interesse dei Bulls mentre i Wizards hanno preso Turiaf che così libera spazio ai Knicks per prendere Chandler.

venerdì 9 dicembre 2011

Why Stern why

Sembrava fatta ma all'apertura del mercato il passaggio di Paul ai Lakers, praticamente fatto, è saltato o meglio è stato bloccato dal commissioner della NBA, che è anche proprietario degli Hornets perchè la lega comprò la squadra alcuni anni fa. L'accordo era fatto e coinvolgeva tre squadre che si sarebbero scambiati giocatori di livello. Lakers, Houston e Hornets avevano messo in piedi una trade che vedeva il passaggio di CP3 ai Lakers, Gasol agli Hornets mentre Martin, Scola, Odom e Dragic sarebbero approdati a New Orleans ma tutto questo non è piaciuto al capo della lega che sembra essersi dimenticato del consenso dato lo scorso anno per "The Decision", la farsa televisiva che vide l'approdo di The Looser One alla corte di D-Wade, con conseguente nascita dei big two bastonati poi dai Mavs nelle Finals passate. Stern si è giustificato dicendo che non era d'accordo con il trend degli ultimi tempi che ha visto i giocatori forzare i trasferimenti, cosa che fino a quel momento era di competenza delle squadre, per cui bisognava tornare alla normalità. Paul ha dichiarato che metterà in campo i suoi legali e l'associazione dei giocatori con Billy Hunter per vedere se c'è una possibilità di capovolgere la decisione che ad oggi è priva di logica. Per la NBA si prospettano altre grane a pochi giorni dall'inizio della stagione.

mercoledì 7 dicembre 2011

L.A. duo?

A poche ore dalle voci che davano Paul in trattativa avanzata con L.A. ne arriva un'altra che vuole la prima squadra di Los Angeles sulle tracce di Superman ma non quello del film, bensì quello di Orlando. Sembra che la dirigenza giallo-viola abbia messo sul tavolo tutto il roster ad eccezione di Kobe, e voglio vedere, per avere il play di New Orleans e il centro di Orlando per formare un trio delle meraviglie con cui combattere le corazzate dell'est e dominare l'ovest. Se tutto ciò prendesse forma non sarebbe male ammirare allo Staples Kobe, Paul e Howard ma ovviamente non si gioca in tre per cui bisogna vedere chi riescono a tenere e chi comprano per poter schierare un roster completo. Se per Paul le trattative sembrano essere ad un punto avanzato, per Howard al momento sono in fase di studio perchè la squadra della Florida non vuole perdere il suo centro a costo zero, visto che il prossimo anno è free agent, e nello stesso tempo vuole disfarsi del contratto pesante di Turkoglu, che prederebbero i Lakers, per cui c'è da riflettere. La trade vedrebbe la partenza di Gasol per New Orleans e Bynum dirottato ad Orlando, mancano tre giorni al training camp e all'apertura del mercato, per adesso godiamoci perchè dopo sarà guerra aperta.

martedì 6 dicembre 2011

Open to trading

Gli Hornets si sono resi disponibili all'apertura di una trattativa che vedrebbe l'addio di CP3 prima dell'inizio della regular season e, tenetevi forte, sembra che stiano parlando con i Lakers per uno scambio Paul-Bynum perchè una trade con Gasol sembra improbabile. I Lakers infatti non si priverebbero del loro centro titolare ma molto volentieri del fortissimo Bynum che però è troppo legato alla condizione delle sue ginocchia e per questo non potrebbe garantire la continuità di cui hanno bisogno i californiani (due anni di fila si è infortunato prima dell'all star game). Rumors interni agli Hornets danno le trattative per avviate e in questa settimana ci dovrebbero essere ulteriori incontri per vedere quanto ci sia di concreto e fin dove si spinge la voglia di entrambe le squadre di scambiarsi i giocatori visto che Los Angeles ha un disperato bisogno di un play e New Orleans vuole uno scambio equo visto che deve cercare un cambio per Okafor. Paul sarebbe ottimo per l'economia dei Lakers e permetterebbe al "venerabile maestro" Fisher di essere un buon cambio in alcuni momenti della gara e pensiamo che anche il Mamba darebbe l'ok alla trade ma più che altro sarebbe il bersaglio preferito degli assist di CP3 con conseguente miglioramento della circolazione della palla e uso degli spazi che tra l'altro sono un credo del duo Brown-Messina.

mercoledì 30 novembre 2011

Paul for Rondo?

Se fosse vero sarebbe uno dei colpi del decennio. Danny Ainge, GM dei Celtics, avrebbe offerto Rondo per CP3 perchè vorrebbero un play che guidi la squadra in maniera più canonica rispetto all'anarchia di Rajon ma proprio Paul qualche giorno fa ha dichiarato di voler andare a NY per giocare con il suo amico Melo e dove troverebbe anche Stoudemire. Nella prima squadra di New York però ci sarebbe un problema. Una volta data la palla a Melo o Stoud chi la vede più? Paul è famoso per la sua "benevolenza" cestistica, dato che il numero degli assist è impressionante, ma avrebbe non pochi problemi ad esprimersi in un team di individualisti come i due sopra citati. Certo che la voglia di cambiare aria è forte e per avere una possibilità di prendere l'anello si farebbero sacrifici ma uno dei punti forti di CP3 sono proprio le assistenze per cui se venisse privato della sua arma migliore avremmo un play a mezzo servizio, ma questi sarebbero problemi di Mike...Oggi, però, è arrivata una dichiarazione dello stesso Paul che durante un evento di beneficenza a Brooklyn ha sottolineato che il suo cuore è a New Orleans. Sappiamo come siano diplomatici i giocatori NBA per cui dobbiamo aspettare ancora qualche giorno e vedere quello che succede, ricordiamo infatti che il mercato si apre ufficialmente il 9. Stay tuned!

martedì 29 novembre 2011

NBA rumors

Dopo tanto parlare di lockout, sembra che sia finito a meno di capovolgimenti improvvisi, si comincia a parlare di mercato. Ovviamente sono rumors ma hanno un certo fascino. Con la Amnesty Clause le squadre si possono sfiziare a tagliare giocatori, senza che il suo stipendio continui a pesare sul salary cap, ed altre possono immaginare roster nuovi e fantasiosi, tra le squadre chiamate in causa in questi giorni ci sono i Knicks a cui è stato accostato il nome di Jamal Crawford, già di NY in passato, che non avendo ancora rinnovato con Atlanta ha espresso, tra una chiacchiera e l'altra, la volontà di tornare nella Grande Mela in caso di addio. Altre ipotesi, credo improbabili, vogliono i Lakers interessati al Barone e a Lewis. Davis ha un contratto molto pesante e andrebbe a sostituire Fisher ma l'incognita è la condizione fisica sommata alla voglia di individualità che si scontrerebbe con quella di Bryant. Per quanto riguarda il capitolo Lewis, i Lakers sembrano essere coperti nel ruolo di ala piccola, in quanto Artest, Barnes, Odom ed Ebanks sembrano fare il loro mestiere, a meno di cessioni clamorose, che sia Odom il candidato? Per il resto credo, ma è un parere personale, che Lewis sia in fase discendente e che non sia uno a cui si può dare la palla nei momenti caldi in quanto lo vedo come uno di quelli che segna molto ma quando non serve. Da Minny arriva la notizia che il nuovo coach Adelman vuole Brandon Roy mai veramente inserito nei Blazers e condizionato da molti guai fisici che gli hanno fatto saltare parecchie partite, potrebbe però rinascere in un nuovo ambiente in cui sarebbe il leader indiscusso. Per finire parliamo dei Grizzlies che hanno dichiarato di voler pareggiare qualsiasi offerta dovesse pervenire a Gasol junior perchè con Z-Bo formano una coppia micidiale come dimostrato lo scorso anno arrivando quasi in fondo ad Ovest.

giovedì 24 novembre 2011

NBA at Christmas?

La notizia è da prendere con le molle visto che si parla di lockout, ma i negoziati dovrebbero riprendere e si parla di una stagione a 66 partite che dovrebbe partire il giorno di Natale, facendo così un grosso regalo a noi tifosi che a pancia piena e con i regali scartati ci accomoderemo sul divano e ci gusteremo la telecronaca della combo sky, Tranquillo-Buffa (ci mancate guys). Stern e compagnia dovrebbero incontrarsi in questi giorni e provare a trovare una soluzione che ormai va avanti da troppo tempo ed è sinceramente diventata stucchevole perchè sentir parlare di decertification, di cause, di gente che va via per qualche mese è ridicolo! Non entro nel merito legale, fatti loro se pur importantissimi, ma ho sempre avuto il sentore che alla fine si sarebbero messi d'accordo, e ci spero ancora, perchè gli interessi in ballo sono tantissimi e non penso che nessuno vuole perdere la sua fetta di torta, molto consistente. Di solito il giorno di Natale ci sono gare interessanti, Kobe-Shaq in passato, Kobe-LBJ o Kobe-Wade negli ultimi anni, da notare che il 24 tira sempre eh? Siamo fiduciosi, per cui facciamo il tifo per una rapida conclusione e nell'attesa prepariamo tutto il necessario per gustarci un pò di basket a stelle e strisce...

venerdì 18 novembre 2011

Bye bye NBA?

Dopo il fallimento dell'ultimo incontro tra lega e sindacato giocatori (prossimo allo scioglimento), molte voci si rincorrono all'interno della NBA. Si va dall'ipotesi di uno stop totale a quella che vedrebbe una stagione a 50 partite, ma quella che sta mettendo più in ansia è il possibile abbandono dei big che gradirebbero giocare all'estero. Da giorni ormai non passa minuto senza una news che vede Durant, Wade, Dirk e altri abbandonare il dorato mondo NBA per la vecchia Europa che però attira i giocatori con contratti annuali a cifre non proprio popolari. Le voci più insistenti sono quelle che danno il tedesco di Dallas alle prese con Geschwinder, dopo essere stato a riposo dall'europeo, il quale ha dichiarato che ogni opzione è appetibile e il suo discepolo giocherebbe comunque una stagione interna fuori dagli States. Poi ci sono i Gasol bro che hanno espresso la volontà di giocare solo al Barca nel caso in cui il lockout diventi realtà e Wade che si è detto disponibile ad una esperienza overseas. Il rischio di uno stop c'è, quello di una farsa è realtà.

martedì 15 novembre 2011

Lockout NBA: Total war

Ci siamo quasi. Dopo aver rifiutato le offerte dei proprietari, il sindacato giocatori ha dichiarato guerra ed ha rifiutato l'ultima offerta ricevuta rimettendo tutto nelle mani degli owners che ora dovranno decidere se fare un'altra offerta oppure scatenare una guerra nucleare al mondo del basket. La decertification (il sindacato si scioglie) può diventare realtà e se così fosse la lega si troverebbe a lottare su due fronti perchè i giocatori darebbero mandato ai propri agenti di portare la NBA in tribunale e in più bisognerebbe comunque provare a chiudere le trattative. Le conseguenze di tutto questo, se non si trova una soluzione a breve, porterebbero alla cancellazione dell'intera stagione e i giocatori hanno già fatto sapere che prenderebbero in considerazione l'ipotesi di andare all'estero per giocare almeno una buona parte del prossimo anno. 

giovedì 10 novembre 2011

To be continued

La deadline era prevista per ieri a mezzanotte ma l'incontro tra i rappresentanti della NBA e del sindacato giocatori non ha portato risultati neanche questa volta e il meeting prosegue oggi per quella che è diventata una vera e propria maratona. Già ieri i segnali non erano incoraggianti perchè Fisher si era detto detto pessimista dopo aver rifiutato l'offerta di Stern giudicata insufficiente, ma la volontà di proseguire i negoziati farebbe pensare che una soluzione vuole essere trovata ed entrambe le parti stanno cercando una punto d'incontro che vada bene per tutti. Per adesso non sono emersi rumors e nessuno ha rilasciato dichiarazioni per cui non ci resta che aspettare gli sviluppi e sperare che questa situazione prenda la giusta direzione, quella dell'inizio della stagione che in caso contrario potrebbe saltare interamente.

lunedì 7 novembre 2011

The ultimatum

Ancora un nulla di fatto nell'incontro di ieri tra lega e sindacato giocatori e prossimo incontro Mercoledì sperando che quella che ormai è diventata una farsa si risolva in un modo o nell'altro perchè i tifosi sono stanchi di aspettare. Il mediatore Cohen ha messo sul tavolo alcuni suggerimenti che non sono stati ascoltati tra cui la spartizione degli introiti al 51/49 a favore dei giocatori ma il meeting si concluso senza decisioni. La NBA dice di aver accettato tutti i punti tranne uno mentre i giocatori li hanno rifiutati tutti, ed ecco che si arriva alla prossima riunione che suona come un ultimatum per il sindacato perchè Stern ha dichiarato che se neanche questa proposta verrà accettata le prossime saranno tutte al ribasso. Queste le parole del boss: Abbiamo detto ai giocatori che avremmo messo per iscritto le nostre proposte in modo da poter essere comprese e trasparenti per entrambe le parti e abbiamo sperato che questa proposta venisse accettata. Sono stanco, abbiamo fatto questa proposta perché ci auguriamo che possa essere accettata entro mercoledì. Non ho intenzione di fare supposizioni o dare percentuali sulla chiusura dell’accordo. Vogliamo che i nostri giocatori giochino, vogliamo avere una stagione, questi sono i termini che siamo pronti ad offrire per poter giocare tutte le partite possibili.Ora vogliamo dare tempo sufficiente all’unione dei giocatori per esaminare queste ultime proposte. Siamo fiduciosi in merito”. Questa invece la risposta dell'avvocato della associazione giocatori "I giocatori non si faranno intimidire. Vogliono giocare, vogliono una stagione, ma non hanno intenzione di sacrificare il futuro ditutti i giocatori NBA per questo tipo di minacce e di intimidazioni. Non lo farà Derek Fisher, non lo farà Billy Hunter, non lo farà il comitato esecutivo". Chissà quando tutto questo finirà.

venerdì 4 novembre 2011

Decertification

In attesa dell'incontro di sabato, speriamo sia l'ultimo, si viene a sapere che all'interno dell' NBPA, il sindacato dei giocatori, si sono venute a creare le prime spaccature. Si è formato un gruppo di 50 giocatori, tra cui alcuni All Star, che hanno preso in considerazione l'idea della "decertification" cioè la disgregazione del sindacato per avere libertà di contrattazione. Il gruppo è appoggiato anche da alcuni dei più potenti agenti NBA che non vedono di buon occhio la manovra di Hunter e Fisher di scendere sotto il 52% dei guadagni, cosa osteggiata da molti giocatori, e devono anche convincere il 30% dei loro assistiti per mettere in pratica questo progetto. Sabato ci sarà un nuovo incontro con Stern e i suoi e sicuramente non sarà un incontro amichevole.

sabato 29 ottobre 2011

No full season

Dopo tanto rumore e qualche annuncio è arrivata la notizia che sono state cancellate le gare in programma per Novembre e di conseguenza è molto difficile che vedremo, perchè alla fine si mettono d'accordo, una stagione con 82 partite. A dare la notizia è stato David Stern che dopo il breve incontro di ieri ha dichiarato che i giocatori sono inamovibili e non vogliono scendere al di sotto del 52% dei ricavi, da qui la decisione di interrompere i colloqui dopo che nei giorni scorsi regnava l'ottimismo e si pensava ad una facile e rapida conclusione delle trattative. Per adesso non si prevedono ulteriori incontri ma il tempo sta quasi per scadere per cui tra un pò le parti ritorneranno ad incontrarsi e metteranno fine a questo braccio di ferro che ha visto tra i protagonisti anche Obama che in un'intervista ha consigliato alla NBA e ai giocatori di trovare un accordo anche per i tifosi che sono la parte maggiormente penalizzata.

giovedì 20 ottobre 2011

L'anno "Sabatico"

Lockout o non lockout, ne sapremo di più in questi giorni, è da Luglio che ce la menano con la serrata, con gli scioperi, con le percentuali, con le mediazioni e sinceramente non se ne può più. Può piacere o meno ma questo è l'argomento che ha tenuto banco in questi mesi ed è anche il più importante visto che da come si concluderanno le trattative ci potremo godere o meno la NBA. Sul più bello, però, è uscita una notizia che, almeno per gli italiani, ha messo a tacere i rumors a stelle e strisce, Kobe alla Virtus! E' fatta! Anzi no! Fiumi di inchiostro per descrivere minuziosamente le giornate di Bryant, anche quelli che non sanno chi sia (vedi i TG), l'avanzamento delle trattative, il taglio di capelli, la sua infanzia nel Bel Paese, il suo italiano. Per dire cosa? Nulla. Ogni giorno titoli altisonanti ma niente di concreto. Si sono fatte miliardi di ipotesi che vedevano il 24 giocare 10 partite, poi 3, poi un'esibizione e si parlava dei soldi che non si sa quanti dovessero essere. Tutto questo lo dobbiamo a Claudio Sabatini, patron della Virtus, che ha monopolizzato l'informazione sportiva per un mese intero dichiarando la sua intenzione di portare KB in Italia, scrivendo per sino ad Obama, facendo incazzare non poco le altre società, i tifosi e la federazione che delle sue bravate ne hanno piene le tasche. Il progetto del Saba era quello di creare un'interesse planetario attorno al movimento del basket italiano con la presenza di Kobe ma alla fine non se ne è fatto nulla o meglio, la Virtus ha detto che ci proverà fino a Novembre ma intanto dall'altra parte dell'oceano si stanno accordando e alla fine di tutto questo casino non resterà nulla. NBA e giocatori si metteranno d'accordo per spartirsi la torta al 50% e il campionato partirà con un pò di ritardo mentre in Italia non resteranno che i ricordi delle trattative che per un pò hanno fatto sognare i tifosi nostrani.

mercoledì 19 ottobre 2011

Lockout marathon

Dopo tante parole per poter porre fine, almeno si spera, al lockout è stato chiamato un mediatore federale, George Cohen che ha il delicato compito di mettere d'accordo due parti che per mesi interi non hanno fatto altro che discutere del nulla. L'incontro di ieri è durato 16 ore e sembra che Cohen, che non ha poteri decisionali, sembra aver smosso qualcosa visto che oggi i colloqui riprenderanno. Per scaramanzia o altro all'uscita dell'Hotel di Midtown Manhattan sono state vietate dichiarazioni, solo Fisher ha parlato dicendo che le parti si sarebbero incontrate il giorno dopo e cioè oggi. Il nodo da sciogliere è la solita divisione della torta degli introiti ma le posizioni delle due parti sembrano essere le stesse di qualche settimana fa per cui non si capisce bene a cosa servirebbe la mediazione di Cohen che ha dalla sua una lunga esperienza avendo partecipato alle trattative per la risoluzione del lockout della NFL, MLB, NHL, in pratica tutte le leghe professionistiche americane. Con questo curriculum dovremmo essere ottimisti e se le cose dovessero volgere al meglio con chi dovremmo prendercela? Se basta un mediatore per far cambiare idea a due organizzazioni che per mesi si sono date battaglia senza raggiungere risultati di chi è la colpa? Se si dovesse trovare una soluzione, tutti ne saremmo contenti, ma il dubbio che ci abbiano preso in giro sarebbe forte... 

martedì 11 ottobre 2011

NBA cancels first two weeks

Salta una fetta di NBA. Dopo una riunione fiume che si è tenuta ieri nella Grande Mela, lega e giocatori per l'ennesima volta non hanno trovato un'accordo per cui sono state cancellate le prime due settimane di regular season. Stern alla fine del meeting ha dichiarato "Ci siamo lasciati a buon punto ma c'è ancora distanza tra le parti", adesso il problema è capire quanto distanti perchè la richiesta dei proprietari di scendere a 50-50 non è stata accolta e i rappresentanti dei giocatori non vogliono schiodarsi dal 53-47. A questo punto diventa un braccio di ferro e vedremo chi si stanca prima, saranno i giocatori che senza stipendio cederanno alle richieste dei proprietari o saranno questi ultimi a cedere per non vedere milioni di dollari di introiti andare in fumo?

lunedì 10 ottobre 2011

Lockout, the ultimatum

Oggi pomeriggio a New York si terrà un'incontro straordinario tra lega e rappresentanti dei giocatori per provare a porre fine al "lockout-gate". Se anche oggi non ci saranno sviluppi verranno ufficialmente cancellate le prime due settimane di regular season e ci si avvierà verso la cancellazione delle prime trenta partite così come accadde nel 1999. Allora la deadline venne fissata per fine Dicembre ed è la stessa cosa che potrebbe accadere se l'incontro di oggi non dovesse sortire effetti positivi anche se la sensazione è che l'equilibrio si troverà portando le famose percentuali di introiti al 50% per tutte e due le parti anche se la NBPA ha dichiarato che non intende scendere sotto il 53. Intanto si viene a sapere che ieri un piccolo gruppo di rappresentanti di entrambe le parti si è incontrato per 5 ore ma non sono trapelate informazioni se non quella sulla riunione di oggi.

sabato 8 ottobre 2011

No more meeting?

L'ultima offerta dei proprietari è di fare 50-50 con questi benedetti ricavi ma i rappresentanti dei giocatori hanno risposto che una simile richiesta non può essere accettata, di contro gli owners hanno deciso che non si renderanno più disponibili per futuri incontri se questa offerta non verrà presa in considerazione. Questa reazione sdegnata del sindacato però non rispecchia il pensiero di tutti i giocatori perchè a microfoni spenti alcuni hanno detto che la ripartizione 50-50 per loro non cambia nulla e che firmerebbero volentieri il contratto pur di iniziare a giocare. Nell'ultimo incontro Hunter e Fisher avevano portato l'artiglieria pesante ma la presenza di Kobe, Wade, LeBron, Anthony non è bastata a mettere paura a Stern, e chi gliene mette, che non si è lasciato impensierire dall'idea che alcuni fuoriclasse potessero andare a giocare dall'altra parte della pozza. L'idea è che basta poco per far scattare la scintilla che potrebbe mettere tutto a posto ma il tempo stringe.