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martedì 8 maggio 2012

Tribute to Simoncelli


E’ stata appena inaugurata ufficialmente l'opera che Eron, uno dei massimi esponenti della street art italiana ha realizzato per il conterraneo Marco Simoncelli. L'opera originale, frutto dell'attuale ricerca pittorica di Eron, rientra nella serie "Mindscape" e sarà esposta all'interno di uno spazio comunale dedicato mentre sulla facciata del palasport di Coriano (Rimini), si potranno ammirare i 350 metri quadri della gigantesca riproduzione permanente dell'opera monumentale dipinta da Eron che da sabato scorso "illumina" Coriano e i milioni di appassionati che passeranno dal paesino romagnolo per omaggiare l'indimenticabile "Sic".

martedì 24 aprile 2012

Kim Dotcom mocks FBI ?

Potrebbero esserci belle sorprese per i sostenitori di Kim Dotcom che a detta di molti potrebbe beffare l'FBI a causa di cavilli e procedure sbagliate che impedirebbero l'estradizione per il boss di Megaupload. Non avendo giurisdizione sul suolo neozelandese i ragazzi in giacca HNM non possono arrestare Kim e non avendo presentato alcuna documentazione (visto che non possono incriminare nessuno al di fuori del suolo americano) che provi le magagne di Megaupload, adesso si trovano con le mani legate. Sarebbe una beffa colossale per Agenzia, Major e tutti i "buoni" che vogliono liberare il mondo dai "pirati". Al momento il "cattivo" sta trascorrendo il fermo nella sua lussuosa residenza in Nuova Zelanda mentre dall'altra parte dell'oceano si stanno facendo in quattro per far approvare l'estradizione che consentirebbe il giudizio in suolo straniero. Staremo a vedere come finirà questa storia.  

martedì 3 aprile 2012

Fuck the MPPA

La chiusura dei nostri beniamini di Megaupload ha portato alla ribalta la MPPA, l'associazione formata per promuovere gli interessi degli studi cinematografici di cui fanno parte Walt Disney, Sony, Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount Pictures, Twentieth Century Fox, Universal Studios, Warner Bros. Questo gruppo di facinorosi si propone da sempre di proteggere gli interessi dei suoi membri attraverso il lobbismo per la modifica delle leggi sul copyright e sul codice penale, inoltre cerca di promuovere specifiche tecnologie digitali che sono viste come una violazione dei diritti degli utenti e una minaccia al libero scambio su Internet. In occasione della conferenza "On Copyright", la setta del cinema si è detta convinta della necessità di continuare a portare avanti cause legali contro i servizi di file sharing e di rendere necessaria una maggiore pressione sui popolare servizi web che hanno costruito la loro fortuna sulla distribuzione di materiale protetto dal diritto d'autore. Nel mirino della MPAA ora ci sono Putlocker, Wupload, Depositfiles, FileServe e MediaFire che al momento si spartiscono il mercato della condivisione dei files ed un traffico che si aggira sui 41 miliardi di pagine aperte ogni anno. Una replica arriva direttamente da uno dei siti in questione, Media Fire ha rivendicato la legittimità del proprio servizio dichiarando che la trasparenza è una delle loro caratteristiche fondamentali in quanto sono sempre stati rimossi i contenuti protetti da copyright su esplicita segnalazione di chi ne possedesse i diritti. In conclusione ricordiamo che su Megaupload sono stati sequestrati tutti i file, anche quelli degli account a pagamento...Fate voi...

lunedì 12 marzo 2012

Google Play, all in one

Gli utenti Android sapranno che da qualche giorno è disponibile Google Play, il nuovo servizio di big G che riunisce in un'unica piattaforma i precedenti servizi, ovvero Android Market, Google Music e Google eBookstore a cui va aggiunto ovviamente anche Google Plus, che a dire il vero non ha fatto il botto come ci si aspettava a Palo Alto anche se si sono raggiunti i 100 milioni di utenti. Molti hanno storto il naso per via della nuova icona che ci accoglie quando cerchiamo quello che era il market ma anche per tutto quello che questo nuovo servizio comporta perchè è difficile abituarsi alle novità ma con Google bisogna essere pronti sempre e comunque. Certo è che questa novità somiglia pericolosamente ad iCloud o iTunes della nemica Apple che da tempo offre pochi servizi ma ben strutturati proprio per offrire un'esperienza unica (nel senso di un solo prodotto) ai suoi utenti che dimostrano di aver apprezzato anche grazie alla sincronizzazione che permette loro di accedere agli stesi file con un solo account ma su device differenti. Interessante è anche l'integrazione con il social network di Mountain View attraverso il quale si possono condividere applicazioni, film o ebook, a tutto vantaggio di quest'ultimo che potrebbe contare su un incremento degli iscritti visto che le attivazioni di prodotti Android è in costante aumento. Ovviamente il servizio per ora è disponibile solo negli States, in Canada e nel Regno Unito ed è disponibile anche sui browser senza bisogno di installare plug-in. Qualcuno potrebbe dire che big G sta copiando Apple, voi cosa ne pensate?

martedì 28 febbraio 2012

New Header Contest

Ciao ragazzi, è passato poco più di un anno dal primo post (grazie a tutti per i click) ed è giunto il momento di cambiare header. Se volete partecipare al restyling non dovete far altro che mandarmi un file (JPG, GIF, PNG) all'indirizzo che trovate sulla destra sotto la scritta "contact me". Il file deve avere una larghezza massima di 840 pixel e deve avere come elementi essenziali un pallone da basket, l'immancabile vuvuzela e il titolo del blog (sonami sta vuvuzela) scritto su tre righe. Ovviamente vi lascio la massima libertà nell'elaborazione del progetto (possibilmente in chiave hip-hop) e come ringraziamento, visto che non posso pagarvi, potete inserire in basso a destra, nell'header, la vostra firma (nome vero o nickname). Per qualsiasi chiarimento non esitate a contattarmi. 
Grazie a tutti.

English version

Hello guys! It has been just over one year since the first post and I wont to say thanks to everyone! Now it is time to change the header. If you want to take part in the restyling, you only need to send a file (JPG, GIF, PNG) to the address you’ll find on the right under “contact me”. The file must have a maximum extension of 840 pixel (width) and it must have, as main elements, a basketball, the inevitable vuvuzela, and the title of the blog “sonami sta vuvuzela” that must be written within three lines. Of course I give you the complete freedom in the project development (it should be in hip-hop key). As I wont be able to pay you, you can put your signature (real name or nick name) at the bottom right in the header. For any question, please contact me. 
Thanks to everybody.

Un grazie particolare alla mia traduttrice di fiducia.

giovedì 23 febbraio 2012

Twitter, 500 million users

Ci siamo quasi, tra non molto il secondo più famoso social network abbatterà la soglia dei 500 milioni di utenti. Qualche tempo fa Twitter era molto indietro rispetto a Facebook (a quota 850 milioni) ma nell'ultimo anno la sua crescita è stata esponenziale e tra non molto potrebbe insinuare il record del fratello più grande. Più semplice nell'utilizzo quotidiano, Twitter spopola tra le star che scrivono qualsiasi cosa in qualunque momento della giornata e vengono seguiti dai loro fans come in una rassegna stampa istantanea e senza filtri che rende il rapporto star-follower più che diretto. Forse proprio l'immediatezza sta facendo crescere a dismisura le persone che usano il twit come forma espressiva sommata alla mancanza di filtri dato che per seguire il tuo idolo preferito non c'è nessuna richiesta di amicizia da fare o da accettare. Crei il tuo account, scegli chi seguire e il gioco è fatto. Non è difficile ipotizzare anche per Twitter la soglia del miliardo di utenti vista la velocità di crescita, voi cosa ne pensate?

mercoledì 18 gennaio 2012

Stop the SOPA and PIPA



The land of freedom, the land of opportunity. A volte...Gli States sono precursori in molti campi e molti di noi ammirano e restano compiaciuti da alcuni aspetti della società americana, anche chi scrive apprezza qualcosa tipo il basket a stelle e strisce e poco altro. Sappiamo però che la società americana è bigotta, contraddittoria e tra le tante cazzate che sfornano ce n'è una che potrebbe davvero far male alla rete come noi la conosciamo. In questi giorni è in discussione una proposta di legge che definire ridicola è poco, si tratta della SOPA e della PIPA. Una legge voluta da un Senatore repubblicano, tale Lamar Smith che, come si capisce, non ha la minima idea di come funziona Internet. La legge "assassina" in pratica andrebbe a chiudere i siti che violano il copyright (anche se ospitano un link "incriminato") e la richiesta di chiusura arriverebbe direttamente dalla casa di produzione che a suo insindacabile giudizio potrebbe indicare la violazione del diritto d'autore. Insieme alla Hadopi francese, questa legge è un tentativo di imbavagliare internet e non, come dicono i loro estensori, un serio tentativo di combattere la pirateria. Il co-fondatore di Wordpress si è espresso con queste parole:"gli autori di queste leggi sembrano non capire veramente come funziona Internet. La definizione di sito domestico rispetto a sito estero dimostra una deplorevole mancanza di comprensione del modo in cui si usano i domini e del modo in cui si muove il traffico su Internet". Quello che si sta tentando di fare è un'attacco alla libertà d'espressione e non alla pirateria che si combatte in altri modi e non oscurando tutto a prescindere. Contro questa porcheria si sono schierati colossi come Wordpress, Google, Facebook, TwitterWikipedia, EOL, E-Bay e persino la Casa Bianca. Nella giornata di domani e a partire dalle 6 italiane, Wikipedia oscurerà la sua homepage in lingua inglese, anche Google ha detto che farà sentire la sua voce e lo preannuncia con questa dichiarazione:"Come molte altre aziende, imprenditori e utenti del web, ci opponiamo a questi disegni di legge perché ci sono altri modi intelligenti e mirati di chiudere i siti esteri non autorizzati senza chiedere alle società americane di censurare Internet. Domani ci uniremo ad altre web company e metteremo in rilievo il tema sulla nostra homepage USA". Per chi volesse aderire, direttamente dal proprio sito, alla protesta può seguire le indicazioni di Big G a questi link. QUI e QUI. Ovviamente anche noi ci uniamo alla protesta e faremo sentire il nostro dissenso. Grazie a Franky per la segnalazione.

mercoledì 4 gennaio 2012

MIT courses free for all

Il Mit (Massachusetts Institute of Technology), una delle più prestigiose università del pianeta nonchè fonte di innovazione in tutti i campi del sapere, ha avuto la brillante idea di inaugurare una serie di corsi on line aperti agli studenti di tutto il mondo. Susan Hockfield, presidente del Mit, spiega così la scelta dell'ateneo ''Crediamo che chiunque abbia motivazione e impegno debba poter sperimentare i nostri corsi. Aspiriamo a sviluppare nuovi approcci per l'insegnamento on-line''. Le lezioni, interattive, si baseranno su una piattaforma open source creata appositamente e i corsi saranno gratuiti. Che dite, ci fate un pensierino?

giovedì 22 dicembre 2011

Google, 94 millions for solar energy

Big G è da sempre attenta alle energie rinnovabili e nel corso degli anni ha investito una cifra spropositata, 1 miliardo di dollari, per progetti riguardanti le energie alternative. L'ultimo in ordine di tempo è un progetto per il fotovoltaico da 94 milioni di dollari per la produzione di energia elettrica negli States. Alex Martinez di Google ha dichiarato:"Siamo convinti che investire nel settore delle energie rinnovabili abbia un senso sia in termini di business che di speranza per i progetti di energia pulita al fine di attrarre nuove fonti di capitale per un futuro energetico più sostenibile". I partner del colosso di Mountain View per questo progetto sono il fondo d'investimento KKR e Recurrent Energy che si occupa dello sviluppo di energia solare. Come altri colossi della tecnologia, anche Google è attenta al risparmio energetico e spesso investe in tecnologie che permettono di abbattere le emissioni di CO2, vedi gli investimenti per preservare i server, ma c'è da pensare anche all'aspetto commerciale per cui si può ipotizzare che dietro a questi investimenti ci siano anche i cervelloni del marketing...

lunedì 12 dicembre 2011

Find my face

Senza tirare troppo per la giacchetta Orwell possiamo dire che l'era del controllo totale è quasi giunta a conclusione. Mail, telefoni, gps, internet, tutti questi strumenti consentono a chi li controlla di controllarci. Per dirla tutta siamo tutti spiati e qualunque spostamento effettuiamo è controllato e tracciato per cui al giorno d'oggi anche la parola privacy ha perso di significato. Qualche tempo fa fu la volta di Facebbok con "Tag suggestions", che sollevò non poche polemiche, ora tocca a Google con "Find my face". Si tratta di riconoscimento facciale che deve essere abilitato dall'utente e in questo modo si possono taggare automaticamente le persone iscritte al social network di Big G. Se per alcuni può essere comodo caricare una foto e trovare direttamente il tag con il nome del suo amico, per altri la cosa è decisamente inquietante. Immaginate di fare una foto ad una persona che non conoscete, con il vostro smartphone vi collegate a internet et voilà avete il nome dello sconosciuto perchè iscritto a G+ o FB. Abbiamo la più grande schedatura della storia. Senza urlare al complotto non possiamo dire che la cosa sia divertente perchè se è vero come ho detto prima che la parola privacy non ha più alcun valore, è vero anche che non deve essere piacevole sapere che basta una foto per sapere chi sei. 

sabato 3 dicembre 2011

Google vs Amazon

Il Wall Street Journal ci ha spesso abituati a grandi scoop e spesso ha fatto trapelare indiscrezioni che poi si sono trasformate in notizie accertate. Anche questa volta uno dei più importanti giornali economici al mondo è arrivato per primo sulla notizia che vorrebbe Big G alle prese con il lancio di un nuovo servizio. Questa volta in concorrenza con Amazon la casa di Mountain View starebbe per promuovere un servizio di spedizioni ultra veloce e a basso prezzo per levare il primato alla creatura di Bezos che negli States offre il servizio Prime con il quale spedisce in 24-48 alla "modica" cifra di 79 dollarozzi. Google invece vorrebbe offrire lo stesso servizio, si parla di 24 ore, ma ad una cifra decisamente inferiore e a tal proposito è già in contatto con grandi gruppi di distribuzione per trovare un accordo che potrebbe dare anche più visibilità al suo store che fino a questo momento non viene sfruttato a dovere anche per via delle limitazioni territoriali. Chi vincerà la guerra dei colossi? 

venerdì 25 novembre 2011

Black friday in Italy

Si sa che noi italiani siamo bravissimi ad importare tradizioni, a volte stupide, dagli altri Paesi e nel corso degli anni ci siamo impegnati parecchio. Dall'America, dopo Halloween, abbiamo preso in prestito il "Black friday", già noto per chi segue telefilm americani, un giorno in cui la gente si accalca nei negozi perchè ci sono sconti pazzeschi, e come avvenuto a Roma qualche settimana fa sappiamo che agli sconti non si resiste. Ebbene, da un pò di anni anche noi siamo invasi dalla pubblicità per il giorno degli sconti e la nostra casella di posta viene regolarmente invasa da messaggi che ci ricordano di spendere un pò di soldi nelle varie catene che aderiscono all'iniziativa, siti compresi. Ovviamente il vendor per eccellenza americano che noi conosciamo è Apple, per cui chi fosse interessato può fare un salto sul sito e vedere se ci sono offerte interessanti. Già non si resiste al fascino della mela nei giorni normali, vuoi mettere nel giorno in cui ti dice che pratica prezzi scontati?

sabato 12 novembre 2011

Facebook, privacy problems

Alla fine il problema tra FB e la privacy si è ingigantito ed ora non si può non parlarne. Secondo indiscrezioni sarebbe vicino un accordo con la Federal Trade Commission per risolvere una disputa in base alla quale le autorità americane accusano il social network di aver ingannato gli utenti nell'uso delle loro informazioni personali. L'accordo imporrebbe a Facebook di ottenere il consenso degli utenti prima di cambi retroattivi sulle politiche di privacy. Il social network dovrà inoltre sottoporsi per 20 anni a controlli sulla privacy da consiglieri indipendenti. Questo comunque non sarà un ostacolo alla crescita del social network che nonostante innumerevoli attacchi su questo argomento ne è sempre uscito senza perdere utenti. Al contrario molti iscritti pur lamentandosi della scarsa considerazione che FB ha dei loro dati sensibili continua a non prestare attenzione alle tematiche relative alla distribuzione dei dati ad aziende "terze". Chissà se questa volta nascerà una sana polemica...

mercoledì 9 novembre 2011

Videogames school

Apre a Bologna la prima scuola di sceneggiatura dei videogiochi in Italia. Come annunciato nel corso di Gamesweek, la fiera dei videogiochi che si tiene a Milano, a partire da gennaio la Bottega Finzioni, laboratorio di narrazione e scrittura diretto da Carlo Lucarelli, si arricchirà di una nuova area "videogame". Al suo interno, sara' possibile specializzarsi nella scrittura e nella sceneggiatura di videogiochi commissionati da imprese di settore e destinati poi alla produzioni. Non ho notizie di una cosa simile nelle altre parti del globo. Voi cosa ne pensate, funzionerà? E' possibile "insegnare" a fare un videogioco?

martedì 8 novembre 2011

Youtube channel, quality or not

Sempre più prodotti di qualità, ma con modalità diverse da quella tradizionale: on demand e web 2.0. E’ questa la direzione che sta prendendo Youtube, come si vede dagli ultimi annunci. Per prima cosa, l’azienda di Big G, ha annunciato l’arrivo di cento canali tv sul web con contenuti originali realizzati con partner quali Wall Street Journal, Madonna e la rivista Slate. La maggior parte arriverà online entro la fine del 2012 e saranno circa 25 ore di programmazione originale al giorno, a fronte di un investimento di 100 milioni di dollari. Alcuni saranno canali tematici altri saranno gestiti da singoli personaggi (come appunto Madonna). In questo quadro rientra anche un accordo con Disney, annunciato rivelato dal Wall Street Journal, con cui la casa di topolino realizzerà contenuti proprio per la piattaforma di Google e con i propri personaggi. E’ importante notare che il frutto di questa mossa saranno contenuti originali, fatti appositamente per Youtube. In precedenza, la spinta del portale verso contenuti premium invece comprendeva maggiormente la riproposizione di video o film dei big ma già trasmessi. Youtube darà ai partner il 55% degli introiti pubblicitari e quei 100 milioni sono un anticipo. Lo scopo è appunto aumentare la redditività degli spot pubblicitari. Da tempo Youtube ha capito che i contenuti generati per gli utenti non bastano a reggere il business. L’effetto sarà comunque dirompente per il nostro modo di vedere la tv, man mano che la qualità si sposterà sul web.

sabato 5 novembre 2011

Digital Divide

Nel maxiemendamento approvato in questi giorni sembra aver trovato spazio anche la banda larga. Il pacchetto di misure dovrebbe infatti contenere una serie di provvedimenti finalizzati al rilancio di un piano per la diffusione della banda larga nel nostro Paese. L’intervento dovrebbe assicurare l’azzeramento del digital divide, individuare le modalità di realizzazione degli interventi nelle aree per le quali gli operatori di telecomunicazione non prevedono di assicurare la copertura con le reti di nuova generazione e provvedere alla definizione delle modalità di coinvolgimento degli operatori privati e della Cassa depositi e prestiti. Si tratta ancora di indiscrezioni e bisognerà aspettare notizie ufficiali per vedere se il progetto andrà in porto. Intanto l'Italia perde terreno nei confronti degli altri Paesi europei che invece sullo sviluppo di internet hanno investito ingenti somme perchè il futuro passa da li.

mercoledì 2 novembre 2011

Bed Bug Hotels

Potremmo definirla "social art" perchè unisce l'aspetto artistico con quello di utilità sociale e non poteva accadere se non in America. Lo street artist Hunter Fine ha pensato bene di aiutare i viaggiatori, ma meno gli albergatori della grande mela, inventandosi questa sorta di classificazione degli hotel di New York. Prendendo spunto dai feedback on line dei viaggiatori che hanno trovato alcuni hotel non proprio puliti ha pensato bene di piazzare davanti alle entrate di questi alberghi un segnale di riconoscimento per segnalare che queste strutture fanno parte della black list dei posti da evitare, in pratica non sono altro che le riproduzioni delle entrate degli alberghi con la scritta "Bed Bug Hotels". Voi cosa ne pensate, è un'idea che può funzionare? Nella pagina "Art" trovate alcune foto.

lunedì 31 ottobre 2011

Internet volano dell'economia

L'economia digitale italiana può arrivare a contribuire fino al 4% del Pil. Lo dice una ricerca di Digital Advisory Group, composto da oltre 30 delle più importanti aziende del settore tra cui Telecom, Cisco, Microsoft. Secondo il Dag, dal 2005 al 2009 l'economia digitale ha contribuito per il 14% alla crescita del Pil e si sviluppa a un tasso 10 volte superiore al totale nazionale. Attualmente costituisce solo il 2% del Pil mentre in Francia pesa oltre il 3%, in Svezia e Uk oltre il 5%. In Italia ci sarebbe da riflettere...

venerdì 28 ottobre 2011

Youtube e i canali tematici

YouTube potrebbe annunciare la prossima settimana accordi con diversi media per la diffusione di programmi originali sui propri "canali tematici". Questa notizia è stata riportata dal Wall Street Journal, sottolineando che Google avrebbe investito 100 milioni di dollari per trasformare la sua piattaforma offrendo canali gratuiti con programmi prodotti da professionisti e finanziati dalla pubblicità. Questo potrebbe preludere alla nascita della Google TV di fatto allargando gli orizzonti del più famoso sito di condivisione video. Magari in un futuro non troppo lontano si darà la possibilità anche ai singoli utenti di sfornare il proprio prodotto e renderlo visibile su un canale tematico per rendere ancora più coinvolgente l'esperienza del cosiddetto web 2.0.

mercoledì 26 ottobre 2011

Scientology vs South Park

South Park è uno dei cartoni più irriverenti mai concepiti e consiglio a tutti di vederlo almeno una volta nella vita. Come tutti i cartoni animati made in U.S.A. il tema di fondo è la presa in giro della bigotta società americana raccontando con espedienti esilaranti vizi e virtù dei cugini d'oltreoceano non escludendo niente e nessuno, li si prende in giro anche Obama, solo per dirne una. Nel corso degli anni la creatura di Matt Stone e Trey Parker ha preso in giro tutti, toccando i temi più disparati e facendosi non pochi nemici che si sono sentiti toccati nel profondo, evidentemente a ragione. Oggi si è scoperto che il famoso cartone ha un nemico, molto potente, in più, infatti un ex adepto, Mark Rathbun, ha reso pubblici sul suo blog una serie di documenti che rivelano come la setta fondata da Ronald Hubbard sia dedita allo spionaggio dei detrattori di Scientology. Nel mirino della setta americana sono finiti anche i creatori di South Park in seguito alla messa in onda, nel 2005, di un episodio dal titolo "Intrappolati nello stanzino", in cui i due autori ironizzavano sulla vera missione di Scientology e cioè fare soldi. Secondo Rathbun, per "colpa" della satira, l’OSA (Office of Special Affairs), il dipartimento del gruppo che formalmente si occupa degli affari legali, ma che secondo i detrattori dell’organizzazione serve per condurre operazioni di spionaggio, si mise al lavoro per reperire quante più informazioni possibili su Parker e Stone. I suoi funzionari indagarono nelle vite dei due autori, dei loro amici e dei loro conoscenti alla ricerca di legami o di persone vicine all’organizzazione per ottenere ulteriori informazioni. Le ricerche sarebbero state condotte anche attraverso il controllo di numeri di telefono, di conti correnti e attraverso la raccolta di materiale dalle pattumiere dei due autori. Il lavoro degli investigatori privati non portò a nessun risultato e, stando a un altro documento emerso nelle ultime ore, l’OSA decise di andare oltre provando a infiltrare una talpa nello studio di produzione di South Park. Il rapporto è del 24 aprile del 2006 e mostra quante informazioni riuscirono a raccogliere i responsabili di Scientology. Vengono descritti gli ambienti di lavoro e anche i parcheggi, comprese le automobili di Stone e Parker con le rispettive targhe. Le indagini andarono avanti per diverse settimane, ma stando ai documenti fino a ora pubblicati non portarono a informazioni particolarmente rilevanti per screditare i due autori di South Park.