Si chiama 5 Pointz, si tratta di un vecchio complesso industriale in disuso a Long Island City, New York. E' considerato la Mecca dei writer, con quasi 20 mila metri quadrati di spazio disponibile. Curato da un "grafittaro" di lunga corso, Johnatan Cohen (noto come "Meres One"), lo spazio ospita vere e proprie mostre ed è meta di tour guidati. Molto caro agli artisti hip-hop e r 'n b, è stato il set di molti video musicali: non è difficilissimo incontrarne qualcuno, come semplice visitatore o impegnato a girare un nuovo clip. Nella pagina "ART" trovate alcune foto.
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venerdì 17 agosto 2012
martedì 24 luglio 2012
Genius in 3D
Direttamente da uno dei nostri amici (F995) ecco un link con cui sognare e rifarsi gli occhi. SI parla di un genio assoluto del 3d formato arte, al secolo Julian Beever che ci mostra fin dove puo' arrivare l'immaginazione umana. Non mi dilungo oltre e vi lascio il link al suo sito. In questi giorni nella sezione "ART" troverete una selezione delle migliori foto.
giovedì 22 dicembre 2011
Banksy, two new graffiti
Il grande Banksy ci ha regalato due nuovi graffiti. L'anonimo artista inglese è un maestro nel cogliere l'essenza della società e riportarla attraverso la sua arte. Nella pagina "Art" le foto dei nuovi lavori.
venerdì 21 ottobre 2011
Form in motion
E' uno degli architetti più geniali di questi ultimi anni, la prima donna a ricevere il prestigioso Premio Pritzker. Zaha Hadid, irachena naturalizzata inglese, conosciuta in Italia soprattutto per aver progettato il Maxxi di Roma, sorprende anche quando si dedica al design. Sedie, tavoli, vasi ma anche auto e scarpe si trasformano in complessi oggetti tecnologici dalle geometrie inusuali, a metà strada tra la scultura e la micro-architettura. Le sue opere più recenti sono in mostra fino al 25 marzo 2012 al Philadelphia Museum of Art, nella mostra 'Zaha Hadid: Form in Motion'. Per l'occasione l'architetto firma anche l'allestimento facendo ricorso al tipico dinamismo del suo linguaggio. Nella pagina "Art" trovate alcune foto.
martedì 18 ottobre 2011
Under the Big Black Sun
Il Museum of Contemporary Art ( MOCA ) ha inaugurato il primo Ottobre una mostra che si concluderà il 13 Febbraio 2012 che ha per sottotitolo California 1974-1981, il periodo scelto dal curatore Paul Schimmel è stato selezionato accuratamente perchè il periodo compreso tra queste due date fu pieno di nuovi impulsi, creativo e dissacrante, soprattutto in California, e 225 lavori per 120 artisti ripercorrono questo periodo prolifico. La tesi centrale dell'esposizione è che la crisi di valori, dovuta alle dimissioni del Presidente Nixon, generò un pluralismo di forme e la nascita di nuovi generi d'arte, in particolare in California, dove, a differenza degli artisti della East Coast, vi era più libertà espressiva. Pittura, performance, fotografia e video vivono insieme nella mostra, per documentare il periodo storico scelto e mettere in evidenza la crisi dell'arte dominante e la nascita di una cultura diversa, così come la messa in discussione del ruolo dell'artista nella società. Nella pagina "Art" trovate foto e link.
sabato 17 settembre 2011
Obey and the Manhattan's mistery
C’è un pò di mistero attorno ad alcuni posters apparsi per le strade di Manhattan nei mesi scorsi (foto nella sezione "Art"). L’autore sarebbe il celeberrimo santo patrono della street art contemporanea mondiale (insieme a Banksy), vale a dire Obey, al secolo Shepard Fairey, balzato all’onore delle cronache con il poster HOPE realizzato per la campagna presidenziale di Barack Obama. La community di internet è divisa: è o non è un’opera originale di Obey? Che sia un plagio? O una sorta di omaggio allo stesso Obey, in stile Warhol? Sul sito ufficiale (http://obeygiant.com/) al momento tutto tace e non vi è alcun riferimento ai posters newyorkesi. Il tipo è uno tosto, e l'attribuzione delle sue creazioni suscita sempre grande rumore, in rete e non. Bohhhh… noi cercheremo altre info in proposito, per saperne di più. Stay tuned for news!
By Da-G
mercoledì 3 agosto 2011
Street Art in 3D
La Street art è in continua evoluzione. Questa sorta di versatilità è saldamente legata alla natura urbana di questa discipline artistica. La società è sempre alla ricerca di nuove immagini, nuove forme e nuovi miti, per questo anche gli street artists si muovono velocemente nel tentativo di catturare queste repentine trasformazioni. Dai primi graffiti nei vicoli, sotto i ponti e sui vagoni della metropolitana di New York alle funamboliche incursioni di Banksy passando per i poster di Shepard Fairey, le gigantesche installazioni cartacee di JR ed i mosaici alieni di Invader, la street art ha scoperto nuove tecniche ed è lecito affermare che le trasformazioni delle nostre metropoli hanno segnato l’evoluzione di questo modo di intendere l'arte. Oggi la street art non ha paura di sperimentare nuove forme e nuovi linguaggi e New York è ancora teatro di grossi cambiamenti. Tramite l’uso di materiali di recupero come vecchi mobili e quanto altro, i giovani artisti della grande mela hanno dato vita ad un nuovo stile tridimensionale, che affianca al classico graffiti una componente installativa che si inserisce a perfezione nel contesto in cui viene creata. Alcune opere durano pochi giorni prima di essere rimosse o essere spazzate via degli elementi ma altre resistono alle intemperie e rimangono sul posto. I nomi di questi nuovi eroi della street art 3D sono Dan Witz, Judith Supine, Moody, Gore B, Deeker, Skewville, Zast, J-Bird, Stikman, Revs, Darius Jones, JJ Veronis e Specter ma ovviamente si tratta di una piccola parte di un sempre più crescente numero di street artist che creano veri e propri monumenti istantanei all’interno del tessuto urbano della Grande Mela e di altre città del mondo. Nella pagina "Art" trovate dei link utili.
lunedì 18 luglio 2011
I went to MoMa and...
Interessante iniziativa del Museum of Modern Art di New York che chiede a tutti i visitatori un feedback. In pratica viene chiesto a chiunque entri nel museo di condividere su un foglietto brevi messaggi, disegni che raccontano la loro esperienza. Tutti i foglietti vengono pubblicati on line, questo serve per realizzare un'efficace campagna di comunicazione che prevede anche la possibilità di utilizzare questi foglietti per tappezzare autobus o gli stessi spazi del museo oltre che la creazione di banner che vengono utilizzati su internet. Tutto questo ovviamente ha fatto bene anche dal punto di vista commerciale incrementando le visite dei turisti ma anche per quanto riguarda la creatività dei singoli utenti che vengono spinti a creare messaggi originali e facilmente condivisibili. Qui trovate la bacheca in cui vengono pubblicati i commenti, I went to MoMa and...
venerdì 17 giugno 2011
Shades...from Detroit
Antonio "Shades" Agee, dove shades sta per sfumature. Mai nick fu più azzeccato per descrivere le capacità di un'artista dei graffiti. Nato a Detroit è una delle personalità artistiche più note della città e, grazie al padre musicista Jazz, cresce ascoltando Nat “King” Cole e Frank Sinatra, entrando in contatto con l'arte fin dalla prima età. Comincia a dipingere in strada quando la parola “graffiti” non è ancora particolarmente diffusa e il suo amore per l’arte lo spinge a viaggiare per gli Stati Uniti e per il mondo per apprendere e affinare le sue capacità. A partire dai primi anni ’90 fino ad oggi, “Shades” si è costruito un curriculum di spicco mettendo insieme un vasto catalogo di lavori, da impressionanti murales personalizzati, a dipinti su tela e su supporti di vario tipo (oggetti, veicoli, vestiti, body art) commissionati da grandi nomi quali Chrysler, Ford, Universal Studios, Quicken Loans, The Movement Detroit (il festival di musica elettronica più importante al mondo, gemellato con l’evento Movement di Torino). Recentemente ha collaborato con Fiat per il lancio della 500 negli USA, ed è anche possibile vedere un suo murale all’interno degli uffici Chrysler/Fiat a Detroit. Shades ha due opere in mostra al Detroit Institute of Art, ha esposto a C-Pop Gallery, Motor Gallery e ha due installazioni permanenti al M.S.U.ʼs Holden. E' seguito da diversi collezionisti internazionali che accumulano qualsiasi cosa gli passi per le mani, dalle borse ai vestiti, dalle bambole ai mobili. Grazie al suo importante background “di strada”, e a una prestigiosa educazione, “Shades” si è affermato come uno degli artisti storici della Graff Art americana.
sabato 4 giugno 2011
Sand Art
Cos'è l'arte? La letteratura sull'argomento è ampia e non voglio essere certo io a darne una definizione, non essendone capace. Nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana, svolta singolarmente o collettivamente, che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere "messaggi", non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente. Oggi voglio proporvi una serie di link, che troverete nella pagina "Art", relativi ai Sand Artists e più in particolare a quelli che io definisco "pittori della sabbia". Avendo visto alcuni spot che girano in televisione mi è venuta voglia di saperne di più su questo modo di "fare arte" e sul web ho trovato i siti dei migliori Sand Artists in circolazione. E' inutile dirvi che sono rimasto esterrefatto dalla loro capacità di dipingere sulla sabbia e far emergere l'essenza del loro pensiero sfiorando con le mani quello che all'inizio è solo un drappo privo di sfumature che accarezzato con sapiente maestria viene modellato non dal vento ma dal sibilo di tocchi leggiadri.
Nella pagina "Art" trovate i link ai siti di alcuni dei più famosi sand artist.
Nella pagina "Art" trovate i link ai siti di alcuni dei più famosi sand artist.
lunedì 7 marzo 2011
Blu
Una volta tanto c'è da essere orgogliosi di un artista italiano. Blu ha iniziato a farsi conoscere a partire dal 1999 attraverso una serie di graffiti illegali eseguiti a Bologna. La prassi pittorica di questi primi anni di attività, pur esprimendo elementi di originalità stilistica, era ancora legata all’uso della bomboletta spray, medium tipico del writing tradizionale. A partire dal 2001 le opere di Blu iniziano ad essere eseguite con vernici a tempera e con l’uso di rulli montati su bastoni telescopici. Questa tecnica gli ha permesso di ingrandire la superficie pittorica dando una nuova concretezza al suo universo figurativo. Lungo le strade di Bologna iniziano così a comparire grandi figure di umanoidi dai connotati sarcastici o talvolta drammatici il cui immaginario sembra ispirarsi al mondo dei fumetti, e degli arcade games. Altro aspetto fondamentale che ha caratterizzato i suoi esordi è la prassi dell’azione pittorica condivisa. Artisti quali Dem, Sweza, Run, ma soprattutto Ericailcane erano i compagni privilegiati di incursioni notturne a più mani, in cui l’autografia era sacrificata in nome di una anonima partecipazione creativa. Di quegli anni sono anche le prime sperimentazioni di animazione digitale che l’hanno portato a realizzare brevi clip interattivi, usati come supporto visivo per i concerti del collettivo musicale OK NO. A partire dal 2004 le gallerie d’arte di sono accorte del suo valore ed hanno iniziato ad invitarlo a prendere parte a mostre personali e collettive, tuttavia Blu nel corso della sua carriera ha cercato di limitare la sua presenza nel recinto delle gallerie d’arte preferendo indirizzare il proprio percorso creativo verso altri territori. Le sue opere sono visibili in tutto il mondo.
Centro e Sud America ( “Murales de Octubre”, in cui ha l’opportunità di dipingere in un luogo simbolo del muralismo sudamericano, l’Avenida Bolivar in cui alla fine degli anni settanta del 1900 Victor Canifrù celebrava la rivoluzione sandinista. In quella circostanza dà vita ad uno dei suoi capolavori, ribattezzato dalla stampa locale l’”Hombre Banano”, nel suo evidente richiamo alle lotte per i diritti dei ‘bananeros’ ). Palestina Assieme ad un nutrito gruppo di artisti internazionali, fra i quali, Banksy,Mark Jenkins, Sam3, Ron English, Ericailcane, Swoon, and Faile, Blu interviene sul muro che divide il west bank ed il territorio israeliano, nei pressi di Betlemme. Su quel muro simbolo stesso del conflitto che da anni insanguina quei territori, sotto una torretta di avvistamento Blu dipinge un ragazzo che cerca con un ingenuo coraggio di abbattere con un dito quella prigione a cielo aperto.
Inghilterra Nel 2007 per la prima volta In Inghilterra, Blu ha realizzato graffiti a Camden Town ed a Willow Street, presso la ex sede di Pictures on Walls e nella stessa estate ha partecipato alla doppia personale presso la galleria Lazarides con Ericailcane. L’estate successiva la Tate Modern, centro dell’arte contemporanea della capitale britannica dedica una intera mostra al fenomeno della street art ed invita Blu assieme a, Faile, Sixeart, and Os Gêmeos e Nunca e così ha l’occasione di dipingere una grande porzione della facciata stessa del museo.
Spagna A Saragozza, partecipando al Festival “Segundo Asalto” assieme agli Artisti San, Tono, Nuria Nano realizza un colossale minotauro che raccoglie un povero essere umano. Le sue pitture possono essere trovate anche a Valencia, a Linares, a Madrid ed aBarcellona. In quest’ultima, città nel Barrio Carmelo, Blu ha preso parte al festival The Influencers dipingendo, nel pieno della crisi finanziaria mondiale del 2008, un minaccioso squalo completamente rivestito di euro.
Germania In Germania ha dipinto in numerose occasioni, soprattutto a Berlino dove attorno a Cuvrystrasse, nel quartiere multietnico di Kreuzberg, fra il 2006 e il 2009, grazie alla partecipazione a verie edizioni dei festival Backjump e Planetprozess sono comparsi alcuni dei suoi capolavori, uno di quali realizzato in collaborazione con il fotografo francese J-R. Durante uno di questi viaggi in Germania, nel 2006 Blu realizza una delle sue prime animazioni dipinte direttamente sulle pareti, tecnica che in seguito diverrà la cifra distintiva di numerosi suoi video.
Europa dell’Est Nella città di Danzica, proprio nel porto in cui nel XX secolo sono sono incrociati i destini d’Europa, la facciata di un hangar abbandonato diventa lo sfondo di un cortometraggio, “Morphing” che mescola i simboli di questo luogo carico di storia. Il porto di Danzica è stato infatti il teatro dell’invasione nazista, dell’occupazione sovietica, delle proteste del sindacato cattolico Solidarność, e della seguente espansione degli interessi capitalistici. Sempre nel 2008 è a Praga durante il Names festival dove realizza un suo celebre graffito intitolato "The Gaza Strip", in cui carri armati e bulldozer si inseguono senza fine lungo il nastro di Moebius.
Italia Bologna è sicuramente la città in cui sono maggiormente presenti i suoi lavori. Fra I progetti pubblici si ricordano a Milano la facciata del PAC (Padiglione d’arte contemporanea) realizzata nel 2008, gli interventi alla Bicocca ed alla stazione di Lambrate nel 2008 e 2009; tre edizioni dello Spinafestival a Comacchio (2005, 2006, 2007), due edizioni del Fame Festival a Grottaglie ((2008, 2009) nella cui ultima edizione ha realizzato una video-animazione con l’artista newyorchese David Ellis; numerose partecipazioni al festival Icone diModena; il grandi Silos del porto di Ancona nel 2008 per il festival Pop Up. Numerosi anche i centri sociali in cui è potuto intervenire senza aspettare l’ufficialità di un invito: a Bologna sue opere sono ancora visibili presso il centro sociale XM24, TPO , livello 57, Crash a Roma presso il Forte Prenestino e il Collatino. A Milano presso il Cox 18 ed il Leoncavallo, a Pisa presso il Cantiere San Bernardo.
Nella pagina "Art" ci sono un pò di link...enjoy!
www.blublu.org
Nella pagina "Art" ci sono un pò di link...enjoy!
www.blublu.org
martedì 22 febbraio 2011
Street Art View
Qualche giorno fa avevamo parlato di Google Art Project, oggi invece vi segnaliamo un altro interessante progetto che riguarda questa volta la street art. Red Bull in collaborazione con l'agenzia pubblicitaria Brazillian ha realizzato un sito, in continuo aggiornamento, in cui è possibile vedere le migliori opere degli street artists di tutto il globo. Il sito propone, tramite le immagini di Google Maps, una carrellata di opere potendo scegliere quale località visitare, inoltre ci offre la possibilità di inserire opere o artisti che ancora non sono nel loro database.
http://www.streetartview.com/
lunedì 14 febbraio 2011
Big G si da all'arte
Google ha appena varato un importante progetto, realizzato utilizzando la stessa tecnologia alla base del funzionamento di Street View il quale permette di visitare strade cittadine ed extraurbane. Il nuovo servizio si chiama Google Art Project e consente di accedere alle sale di 17 musei. Per l'Italia, c'è l'intera collezione della Galleria degli Uffizi, a Firenze. Tra gli altri musei, i principali sono il Metropolitan Museum di New York, The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, il Tate Britain & The National Gallery a Londra, il Museo Reina Sofia di Madrid ed il Museo Van Gogh di Amsterdam. Amit Sood, responsabile del progetto Google Art, ha spiegato come la nuova scommessa sia iniziata dall'idea di un ristretto gruppo di appassionati con l'intento di far leva sulla strumento tecnologico per rendere le opere artistiche più facilmente accessibili da parte di tutti. "E non solo, quindi", ha osservato Sood, "da parte di coloro che sono abituali frequentatori delle gallerie d'arte oppure che hanno la fortuna di vivere a poca distanza dai più famosi musei". Per l'acquisizione dell'archivio fotografico, i tecnici di Google hanno utilizzato un sistema "gigapixel" che consente di esaminare i particolari di ciascun quadro esposto. Sood ha aggiunto che una speciale "vista al microscopio" fa leva sul software Picasa per distribuire le immagini con una risoluzione elevatissima. Speriamo che questa nuova iniziativa possa rendere più curiosi i "naviganti" e permetta una maggiore fruizione dell'arte dal momento che risulta difficile raggiungere tutti i musei del mondo. Qualcuno dirà che così si uccide l'arte perchè ora la gente starà comodamente seduta davanti al pc e potrà godere delle opere di tutto il mondo, ma questo nelle intenzioni di Google è uno strumento che non vuole sostituirsi ai musei, ma invogliare a visitarli. Nel resto del mondo sono tutti contenti, noi italiani un pò meno visto che per entrare nei nostri musei ancora bisogna pagare.
Nella pagina "Art" trovate una breve guida per usare al meglio il servizio di Google.
Nella pagina "Art" trovate una breve guida per usare al meglio il servizio di Google.
www.googleartproject.com
giovedì 3 febbraio 2011
Princess Hijab
La street artist "Princess Hijab" lavora nel metrò parigino di notte. Per polizia e addetti alle pulizie un affanno senza fine. Per i responsabili degli spazi pubblicitari delle grandi aziende di moda un vero problema. Con un Niqab a coprirle il volto, la graffitara musulmana spruzza e avvolge con vernice nera "come il velo che indosso con orgoglio e serenità", i volti e le parti intime di modelle e modelli seminudi nelle pubblicità di moda. Il risultato è interessante, e se ne stanno accorgendo anche i galleristi parigini a corto di prodigi perché il frutto delle sue azioni notturne "di arte e politica", sono immagini bellissime, emozionanti e politiche. La sua arte è contro la decisione del governo francese di proibire il Burka, ma anche contro la non-integrazione voluta da tante musulmane in Francia. "Sono contro la passività e remissività di tante, troppe donne, ma i media occidentali devono smetterla di ridurre tutto a violenza e terrorismo". I suoi graffiti nel metrò parigino vivono in media 45 minuti, prima che vengano ripuliti. Il Re dei graffitari di tutto il mondo, Bansky, dichiara di essere un suo fan e gira voce di un gallerista londinese interessato a una mostra.
Nella sezione "art" trovate alcune foto.
Nella sezione "art" trovate alcune foto.
martedì 25 gennaio 2011
Street Art
venerdì 14 gennaio 2011
Sampietrini per non dimenticare
Vi segnalo “Stolpersteine-Memorie di inciampo a Roma”, dell’artista tedesco Günter Demnig.
Si tratta dell’installazione in cinque Municipi dell’Urbe di 54 sampietrini di misura standard che si differenziano dagli altri per via della loro superficie d’ottone lucente.
Sopra ognuno di questi sampietrini - gli Stolpersteine- Demnig ha inciso il nome e cognome di cittadini ebrei deportati, l’anno di nascita, la data e il luogo della deportazione e l’anno di morte, e li ha collocati sul marciapiede antistante la casa in cui ognuno di essi ha vissuto.
In questo modo questi speciali sampietrini ‘in memoria’ diventano un segno concreto e tangibile, e al tempo stesso discreto ed antimonumentale, che costringe l’osservatore ad inciamparvi contro, non fisicamente, quanto piuttosto visivamente e mentalmente, cioè ad interrogarsi su quanto accaduto e a non dimenticare quel doloroso capitolo della storia dell’umanità.
L’installazione di Demnig a Roma è alla seconda edizione. L’idea dell’artista tedesco, nata nel 1993 a Colonia, ha portato all’installazione di 22 mila cubetti della memoria in tutta Europa.
Per saperne di più sui luoghi di Roma in cui sono state collocate le Stolpersteine e per le iniziative collegate visita:
www.memoriedinciampo.it
www.stolperseine.com/start.html
posted by Da-G
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