giovedì 30 giugno 2011

Bye bye MySpace



Alla fine è successo. La prima vittima di Facebook è il social network comprato qualche anno fa dallo "squalo", al secolo Rupert Murdoch che dopo anni e anni di perdite ha deciso di vendere uno dei concorrenti del noto sito blu. Comprato nel 2005 per 585 milioni di dollari MySpace non era riuscito a fare il salto e impensierire il rivale che invece ogni anno macinava adepti e soldi a discapito di tutti gli avversari che nel corso degli anni sono nati anche per sfidare l'egemonia di Palo Alto. Nell'ultimo lustro le perdite si aggiravano sui 50 milioni annui e questo ha fatto scattare la molla per la vendita che veniva data intorno ai 100 milioni di dollari, poco dopo però la cifra era già scesa attorno ai 20/30 facendo diventare l'acquisto di MySpace uno dei peggiori affari del magnate australiano che con sua buona pace ne ha certificato la morte. Quali saranno i risvolti ancora non si può sapere ma è certo che ora "il grande fratello" ha messo nel mirino Twitter che pochi giorni fa ha dovuto subire delle pesanti critiche dei suoi iscritti a causa dell'inserimento della pubblicità tra un cinguettio e l'altro, cosa per altro subito rientrata. In queste ore si è avuta la notizia che il prossimo grande avversario di Facebook sarà Google che, dopo le batoste di Buzz e Wave, sta testando un proprio servizio chiamato poco fantasiosamente Google+, questa piattaforma si baserà su cinque pilastri, Circles, Sparks, Hangouts, Istant Upload e Huddle i quali forniranno cinque diversi servizi tutti con l'unico scopo di formare un super social network. Come finirà? 

mercoledì 29 giugno 2011

Free Agency

Ancora non si sa se il lock-out ci sarà o meno però non si può non tener conto del fatto che ci sono giocatori in scadenza per cui se le cose andranno per il verso giusto si dovrà mettere mano al portafoglio per cercare i free agent e di buoni ce ne sono davvero. Crawford (Atl), Prince (Det), West (Noh), Nenè (Den), Butler (Dal) solo per citarne alcuni e sarà guerra per tenerli o prenderli. Ricordo che al di là dell'oceano la squadra per cui giochi può pareggiare l'offerta per cui la percentuale è del 50%. Alcuni di questi giocatori sono al loro ultimo contratto per cui potrebbero scegliere i presidenti spirati al cuore e andare o dove gli danno più soldi o dove hanno la possibilità di provare a vincere qualcosa. Tra questi giocatori ovviamente ci sono anche quelli scarsi che andranno a scaldare la panca per cui se volete vedere la lista completa andate al link Free Agent NBA 

martedì 28 giugno 2011

Libro della settimana

"Il codice Da Vinci" di Dan Brown

Nella pagina "Books" trovate la recensione.

Lulzsec out Anonymous no

Nella ormai epica e lunga battaglia fra le istituzioni, la legge e gli hacker, ecco che uno dei gruppi più importanti ed organizzati di pirati informatici, Anonymous, sembra aver sferrato un nuovo attacco. Il gruppo infatti, è tornato a colpire un bersaglio prestigioso e già finito nel loro mirino, il sito ed i database dell‘FBI. Una coincidenza? In molti pensano che in realtà dietro queste sigle e nomi si possano nascondere gli stessi hacker e quindi potrebbe trattarsi di una semplice strategia, un diversivo che aveva lo scopo di abbassare la soglia di attenzione dei principali siti governativi, delle banche e delle istituzioni che in questi mesi, più volte, sono state colpite in modo più o meno grave. L’attacco sarebbe stato messo in atto qualche ora fa, subito dopo l’annuncio ufficiale da parte dell’altro noto gruppo di hacker, Lulzsec (che nelle ultime settimane ha dato diversi grattacapi a Sony e Sega), che invece ha deciso di mollare ed interrompere gli attacchi. A quanto pare, l’ultimo attacco all’FBI avrebbe portato Anonymous ad ottenere dati sensibili, ma non sono giunte conferme su questa notizia. Intanto, sembra sia finito sotto attacco anche il sito italiano dell’Agcom. 

lunedì 27 giugno 2011

Lakers what is the future?

Oggi vi propongo un'articolo direttamente dal sito NBA.com, c'è molto da commentare anche se sono chiacchiere estive e lasciano il tempo che trovano però lo voglio lasciare in inglese perchè rende meglio.

Panned more for what they didn’t do on draft night than anything they’d done in the weeks and months before, and for Ron Artest‘s proposed name change (we’re not calling him “Metta World Peace” until it becomes official), it’s stunning to see how dramatically the Los Angeles Lakers’ stock has dropped in the eyes of many. They’re not the powerhouse crew that has made trips to the NBA Finals in three of the last four years, winning back-to-back titles. Instead, they’re seen by most as the supposed contender that was demolished in four straight games by the champion Dallas Mavericks in the Western Conference semifinals. Rumors of the Lakers’ demise have been greatly exaggerated. From the calls for trading anyone butKobe Bryant for Dwight Howard to the demand that Lamar Odom (or Andrew Bynum or Pau Gasol) be shipped out of town for Kevin Love, people need to calm down. There aren’t two teams in the Western Conference, as presently constituted, that we would rank ahead of the Lakers. The Mavericks are the reigning champs and deserve the nod. But even the Thunder, as exciting as they can be at times, don’t strike us as a team capable of doing to the Lakers what the Mavericks were able to do to them in the playoffs. Those are the only two teams that would reside in the same neighborhood as the Lakers right now, after the draft and before anyone does anything in free agency. And there’s an argument to be made that a rested and refocused Lakers team, one armed with a new, younger coach that knows he needs to prove himself in order to escape the shadow of legendary coach Phil Jackson, could challenge the Mavericks for the top spot. As long as there is breath in Bryant’s body the Lakers will remain a championship caliber team. The pieces around, while vital to their championship aspirations, can be shuffled. Bryant holds the key to their immediate future, if Howard or any other superstar is paired with him down the line so be it.
By  NBA.com